Chiesa Madre di Diamante

Caffè al Bar

C’è differenza tra il caffè bevuto in casa e quello sorseggiato al Bar, al banco o al tavolino, da soli se si ha fretta, in compagnia se ci sono cinque minuti da condividere con amici, con la squadra degli operai del cantiere, o tra la compagnia delle mamme che accompagnano i figli a scuola o l’equipe medica ed infermieristica ecc. E’ un quadro molto vario e colorito. Saluti, racconti, confronti a proposito e a sproposito. Magari si fa a turno per pagare. Attenzione ai furbetti del pagamento! Ma non c’è una regola!  Il caffè al Bar ne vede e ne sente di tutti i colori. L’argomento calcio è aggredito dagli uomini; il bello ed il cattivo tempo che circola tra le aule, le segreterie ed i consigli di classe è quello preferito dalle mamme. E tante altre storie tra un caffè normale in tazza o in vetro, con o senza zucchero, ristretto o lungo, alla nocciola o ginseng, schiumato o corretto, con o sena cornetto e chissà ancora quante altre varianti! E ogni giorno lo stesso “rito”! E poi magari un “gratta e vinci”, un’occhiata al giornale, dei cornetti da portare a casa. E’ un mondo interessante! Belle relazioni, sincera amicizia, ma sicuramente anche situazioni diverse da queste: dove c’è gente c’è varietà!  E si muove l’economia. Attenzione: lo scontrino fiscale è segno di civiltà e comportamento eticamente corretto!

Un po’ di  storia: a Istanbul, intorno al 1554, sorsero le prime caffetterie. Anche in Europa si ebbe il boom delle botteghe del caffè: già verso la fine del 1600 nel Regno Unito se ne potevano contare oltre tremila, mentre a Parigi e a  Londra all’inizio del 1700 se ne contavano almeno 300. E in l’Italia?

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