Chiesa Madre di Diamante

Dignità e beatitudine

porziuncola

22 giugno 2021

La dignità sta nella libertà. Per spiegare il valore della dignità faccio riferimento al discorso della montagna  dove si parla di beatitudini: “beati”. Questa parola in ebraico significa “stare diritti in piedi”. Dà l’idea dell’essenza della dignità. Si può stare diritti in piedi nella povertà che non si è piegata a nessun ricatto, che non si vende per possedere qualcosa. Questa è dignità. Essa è nemica della schiavitù. Il mondo dei cosiddetti liberi è pieno di trappole di schiavitù e si finisce col vivere non secondo le aspirazioni più belle e più vere. Queste vanno scelte, amate e realizzate da ogni persona nella piena consapevolezza della propria responsabilità. C’è chi finisce col vivere “conformato” ad una logica di consumo, di successo, di apparenza per la quale si perde la libertà. Puoi affermare che per chi vive così si possa parlare di dignità? Mi sa che la vera dignità oggi sta nella disobbedienza a questi meccanismi! La libertà dell’uomo non sta nel fare ciò che si vuole, ma nel vivere secondo verità, secondo un ideale di scelte per le quali sognare e realizzare il bene per sé e per gli altri. La dignità di un concepito sta nel venire alla luce; ma necessita della dignità dei suoi genitori a farlo venire fuori dal grembo. Può dire di vivere secondo dignità chi per andare avanti nella vita, per il lavoro, per la realizzazione della propria persona scende a compromessi, si gioca le carte delle raccomandazioni per rubare il posto a chi davvero lo merita? La dignità è “stare diritti in piedi” magari con il necessario tra le mani e nello stomaco, ma con la certezza di una libertà interiore concreta, che permette di guardare serenamente negli occhi ogni altro uomo e donna.

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