Buongiorno Diamante La parola di don Michele
don Michele Coppa

don Michele Coppa

Eccomi...

Sono don Michele Coppa, il  parroco moderatore della Parrocchia Immacolata di Diamante.  Sono stato nominato come successore del caro Don Cono il primo dicembre e accolto da voi il 7 dicembre 2012, Vigilia dell’Immacolata, giusto in tempo per mettermi sotto la bella e preziosa protezione di Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa. E’ la prima volta che scrivo sul sito della Parrocchia, ma lo faccio con la passione di sempre, quella passione che mi fa essere in mezzo a voi come colui che “serve” la “bella notizia” di Dio che guida la nostra storia.

Voglio rendermi presente nelle vostre case e nella vostra persona in questa occasione della Solennità  del Santo Natale. Non voglio cercare parole altisonanti o frasi ad effetto, ma soltanto dirvi in semplicità “eccomi” come risposta alla chiamata che Dio continua a rivolgermi in questa nuova sfida di servizio sacerdotale.

Che cosa voglio fare in mezzo a voi? Più che fare, voglio “essere” e vivere quello che ho ricevuto dal Signore: vivere il dono della fede perché  la speranza dell’incontro quotidiano con Colui che mi dà forza sia la vera motivazione che mi spinga ad amare Dio e ciascuno di voi nell’orizzonte della “bellezza”: è  bello sapere di essere figlio di Dio, è bello vivere la comunione con Lui, è bello scommettere sul sorriso di Dio presente in ogni cuore ed in ogni storia, anche quella più triste, è bello vivere e proporre il “vangelo” come la “notizia più affascinante” che ancora incanta la storia dell’uomo e del mondo. E’ bello infatti credere e vivere l’incontro con Dio che si fa uomo e compagno di viaggio di ognuno di noi, di ogni nostro pensiero, parola, sentimento, gesto. E’ bello credere e vivere l’incontro con Gesù che si rende presente per educarci ad essere uomini di qualità , ci propone un progetto alto di umanità da realizzare solo nella logica dell’amore, si rende presente nella gioia, sorridendo con noi, ma anche nel dolore, asciugando ogni nostra lacrima. Ma ancor di più è bello credere e vivere il fatto che Dio si fida di noi, nonostante le debolezze e le infedeltà e ci mette nella condizione di portare avanti il progetto di salvezza attraverso la chiesa, attraverso noi che siamo la sua famiglia, nella quale ognuno è accolto e trova una dimensione di corresponsabilità .

Mi presento inoltre nella fragilità  di uomo che vive la povertà  del bisogno: bisogno di Dio e bisogno di comunità , bisogno di accoglienza, ma anche di compagnia vera e profonda, ma soprattutto bisogno di grazia  che si esprime nella semplicità  delle parole e dei gesti.

Sono convinto che nel cammino di fede di una comunità , nella quale il Signore mi chiama a vivere il sacerdozio, gli atteggiamenti da cui tenersi lontano siano l’ipocrisia, la falsità , la doppiezza, l’indifferenza e la superficialità . Ma inevitabilmente le persone e le comunità  hanno  limiti e  difetti. Pertanto serve tanto ascolto, tanta pazienza, tanta misericordia, unita a tanta determinazione a voler essere secondo il “cuore di Dio”.

Grazie per la vostra accoglienza

don Michel Coppa

 

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