Chiesa Madre di Diamante

Eremiti nelle grotte del Mercurion

Grotta Valle del Mercure

Il Caffè della Bellezza > Monachesimo nel Mercurion

Il Mercurion identifica un territorio all’interno del Pollino in cui fiorì per molti secoli il monachesimo greco-orientale. L’origine del nome potrebbe essere riferita al dio Mercurio o in alternativa a San Mercurio di Cesarea. Il territorio su cui si estendeva il Mercurion si trovava al confine calabro-lucano. Ecclesiasticamente era organizzato come un’eparchia monastica.

Il periodo di massimo splendore della zona fu raggiunto nei secoli X-XI, in cui il Mercurion fu definito nuova Tebaide. Esso divenne uno dei maggiori centri del misticismo dell’Italia meridionale e della Sicilia. In tale periodo infatti vissero o studiarono, presso i monasteri locali, un gran numero di personalità che saranno venerate come santi dalla chiesa, tra cui: San Fantino il giovane, San Nicodemo da Cirò, San Zaccaria del Mercurion, San Saba del Mercurion, San Luca di Demenna o d’Armento, San Macario Abate e, probabilmente il più importante, San Nilo da Rossano.

L’abate Nilo, nato nella Calabria bizantina e quindi greco di origine e di rito, è fondatore di vari monasteri, ultimo dei quali quello sui colli di Tuscolo, sui ruderi di una grande villa romana, dove sembra gli sia apparsa la Madonna. Successivamente, con la conquista normanna e la conseguente espansione del rito romano, iniziò la decadenza che porterà i monasteri di rito greco ad essere assoggettati ad abbazie latine e quindi alla liquidazione dell’eparchia

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