Chiesa Madre di Diamante

Il pensiero cattivo dell’ira

31 Ottobre 202

Se qualcuno o se qualcosa o qualche avvenimento o circostanza o, addirittura noi stessi, una nostra insoddisfazione o errore o fallimento, si presenta come ostacolo al nostro cammino, ai nostri progetti, alle nostre idee, si scatena un moto di collera. Da qui l’ira. C’è un’ira giusta? Solo quella contro il male reale. E’ corretto adirarci contro il peccato, contro il maligno, contro i pensieri attivi. Quando invece si tratta degli uomini, l’ira è giusta solo se conduce al bene, alla sconfitta del male e quindi risulta come un beneficio per il prossimo e non un danno. Gesù di adira nell’atrio del tempio di Gerusalemme e scaccia i venditori. Ira giusta. Ovviamente la collera deve essere controllata, moderata, misurata. Se provoca altro male, proprio no. Infatti c’è un’ira incontrollata ed ingiusta. Da un dispiacere che riceviamo o che analizziamo può nascere odio e voglia di vendetta. Siamo fuori strada quando proviamo piacere per la disgrazia altrui, lo si umilia con parole e lo si denigra davanti agli altri. Tante volte l’ira sfocia in atti d’ira, come un’esplosione di sentimenti avversi che sono più forti del sano giudizio. Di fronte a persone simili, noi stessi consigliamo di lascarlo stare e di non rispondere fino a quando non sia passato l’impulso che lo sta tormentando. Molto più pericolosa è l’ira che rimane nell’anima anche quando l’esplosione dei sentimenti è già passata. In questo caso si comincia a meditare la vendetta, ci si rifiuta di perdonare. Come vincere l’esplosione dell’ira? Ne parleremo in settimana prossima.

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