Chiesa Madre di Diamante

La cabina del Mottarone

25 maggio 2021

Abbiamo negli occhi e nel cuore la cabina del Mottarone caduta nel vuoto: 14 vittime e un bambino, Mattia, di 5 anni che sta lottando per continuare a scommettere sulla vita. Qui, a Diamante poi, lo sconforto e la tristezza per Serena e il suo fidanzato insieme dentro quel vuoto di morte. Domande, interrogativi, lacrime e tanti sentimenti; vicinanza vera, e per niente formale, al dolore di questa famiglia. La vogliamo abbracciare condividendone la sofferenza, ma sussurrando una parola che apre alla ricerca di un senso, di un raggio di luce nascosto in una storia di morte. Solidarietà che si allarga a tutte le altre famiglie che hanno dovuto accogliere la brutta notizia di vite scomparse nel vuoto. Vicinanza e solidarietà, ma soprattutto silenzio e cuori che si aprono alla speranza per una gemma di cinque anni che lotta con la morte e la vuole vincere. E’ come un bucaneve che spunta dal freddo di una montagna. C’è in tutti noi il bisogno di affermare che la vita è il più la cui prospettiva va oltre il meno della morte, che la luce va oltre il buio di una brutta storia. Quattordici persone di nazionalità, regioni, culture, fedi diverse in una cabina che doveva salire e che invece cade e precipita, sono il segno di una comunione nel dolore. Vorrei che fossero per tutti noi una chiamata a vivere la comunione della vita, sempre e dovunque. Tutto questo diventa possibile se nei familiari delle vittime e in noi si accende la Luce che va oltre la morte. Avviene nel silenzio e nella vicinanza, nella solidarietà e nella fede. Nella comunione dei santi stringiamoci nell’abbraccio della solidarietà.

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