Chiesa Madre di Diamante

La Parola della domenica

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Battesimo del Signore

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?
I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie.

Come  la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata.

+ Dal Vangelo secondo Marco 1,7-11
In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Riflessione

Nel libro del profeta Isaia si parla della parola di Dio che arriva e compie ciò per cui è mandata. Per vedere questa opera, bisogna lasciare le proprie vie e smettere di spendere il denaro per cose che non saziano, che non fanno crescere.  Bisogna camminare per altre vie, dove Dio realizza i suoi progetti per noi. Oggi contempliamo il battesimo di Gesù per avere piena consapevolezza sella preziosità del nostro battesimo. Giovanni Battista proclama l’arrivo del più forte, di Colui che porta un altro battesimo. Egli battezza con acqua come rito di purificazione. E’ quello che poteva fare. Ora è necessario passare al nuovo. Il vecchio è l’acqua. Il nuovo è lo Spirito. Noi lo abbiamo ricevuto nel battesimo e nella cresima. Che forma ha questo Spirito? Il testo dice: “Vide squarciarsi il cielo”. Si presenta una prospettiva nuova, quella del cielo che fa elevare il nostro sguardo oltre la realtà terrene ed orizzontali.  L’aprirsi del cielo significa la possibilità vera, reale di relazionarsi con Dio. Per questo cielo aperto tutti possiamo fare esperienza della vicinanza di Dio. Il Padre si rende presente. Lo Spirito scende sotto forma di colomba. Il richiamo è al dopo diluvio universale, quando una colomba porta un ramoscello di ulivo. Segna la fine del diluvio. Inizia una vita nuova dentro un’alleanza di pace, secondo la pienezza dell’amore di Dio. E’ la vita secondo lo Spirito Santo. Nel fiume Giordano scende lo Spirito e si ascolta la voce del Padre: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». Tutte le promesse di Dio si compiono in questo momento. Gesù è l’amato del Padre. Comincia la sua missione e farà tutto secondo questa voce che lo riconosce e lo presenta come Figlio. Egli agirà sempre secondo quello che è: Figlio del Padre. Il centurione, ai piedi della croce, quando lo vede spirare, esclama: Costui veramente era Figlio di Dio. Nel Giordano e sulla croce c’è la rivelazione dell’identità di Cristo. Egli è il Figlio amato ed obbediente. Nel nostro battesimo siamo chiamati a scoprire la nostra identità. Chi siamo noi? Figli di Dio.  La cosa più vera e più bella che ci potesse capitare nella nostra vita è quella di essere “figli” e pertanto amati da Dio. Oh! Se lo capissimo per davvero! Piangeremmo per la gioia! C’è un segreto in questa storia di relazione Padre – figli. Più che fare noi qualcosa per Lui, lasciamoci amare da Lui.

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