Chiesa Madre di Diamante

La Parola della domenica

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I Domenica di Quaresima Anno B

Dal Vangelo secondo Marco 1, 12-15


In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Riflessione

Una nuova quaresima. Ogni anno si ripresenta. Dove sta la novità? La novità siamo noi. Per noi il tempo passa e noi cambiamo. Pertanto questa quaresima è unica ed irripetibile. E’ tempo favorevole oggi per noi. Dio ci parla in questo presente. Qual è il percorso di conversione nel quale siamo chiamati a camminare quest’anno? Viviamo circostanze avverse? Ci mettono in crisi? Sappiamo però che le situazioni difficili fanno emergere l’identità, di che pasta siamo fatti. Fanno venir fuori la verità e la fermezza delle nostre relazioni. La Quaresima per gli Ebrei sta nei 40 anni nel deserto. Il Signore invita ad accogliere qualcosa di nuovo: l’uscita dall’Egitto. Qual è l’Egitto da cui oggi noi dobbiamo uscire? Solo Dio ci può tirar fuori. Gli Ebrei non arrivano subito alla Terra promessa. Ci mettono 40 anni. Ciò che Dio dona, bisogna impararlo strada facendo. In noi, grazie al battesimo, c’è già tutta intera la redenzione, ma abbiamo bisogno di tutta la vita per imparare a vivere la liberazione che Dio ha disegnato sul nostro percorso. In fondo noi siamo già costituiti santi, ma abbiamo bisogno di tutta la vita perché la santità diventi fatto. In questo percorso quaresimale la prima parola chiave è DESERTO. Prima sensazione: sentirsi spaesati. Molte cose della nostra vita noi le riusciamo a controllare, ma ne accadono delle altre che ci rendono spaesati. Siamo nel deserto, tempo di prova. Sentiamo la fatica di ciò che ci sta capitando, non sappiamo dove andare. Nel vangelo si dice che Gesù viene condotto dallo Spirito nel deserto. Allora dobbiamo riflettere sul fatto che ci sono momenti della vita nei quali siamo messi alla prova per ridisegnare il percorso della nostra esistenza. Ecco allora il deserto come opportunità. Siamo chiamati dallo Spirito a capire che cosa il Signore ci vuole consegnare attraverso quella prova. Dentro di noi ci sono degli animali selvatici che non ci piacciono. Dobbiamo imparare a dare un nome a questi animali che ci spaventano. Che cosa ci spaventa? Nel deserto possiamo prendere consapevolezza di ciò che non ci fa stare sereni, felici.  Quando entriamo nel deserto con questa consapevolezza, allora Dio ci dà delle risposte. Se non abbiamo questa consapevolezza, rimaniamo chiusi nelle paure. Non bisogna far finta di non avere delle ferite, delle pene, delle mancanze. Con la luce dello Spirito che ci sostiene nel deserto, quando riusciamo a guardare in faccia e con sincerità le debolezze, possiamo essere certi che in esse entra l’amore di Dio che salva e cambia la vita.

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