Chiesa Madre di Diamante

La Parola della domenica

Ostensorio (1)

Solennità Del Corpus Domini

+ Dal Vangelo secondo Marco14,12-16.22-26

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 

Riflessione

La solennità del Corpus Domini nacque nel 1247 nella diocesi di Liegi, in Belgio, per celebrare la reale presenza di Cristo nell’eucaristia in reazione alle tesi di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo non era reale, ma solo simbolica.

Crediamo fermamente che il pane ed il vino eucaristici, non solo durante la santa messa, ma anche in noi che li riceviamo e li conserviamo nel tabernacolo, sono realmente il corpo ed il sangue di Gesù.

Voglio sottolineare tre passi di questo brano evangelico che scandiscono il valore della presenza di Gesù eucaristia nella nostra vita. All’inizio: “il primo giorno degli Azzimi”. E’ il richiamo alla “purezza” della vita, alla beatitudine “beati i puri di cuore perché vedranno Dio”. Per accogliere Gesù è necessario iniziare il cammino degli “Azzimi”: essere pasta senza lievito, “puri” appunto. E’ il richiamo all’acqua del battesimo (“Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo”). Il secondo passo riguarda la domanda dei discepoli: “Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?”. E’ la domanda che, un volta purificati nel cuore, possiamo fare anche noi a Gesù: dove vuoi fare Pasqua con noi? Il terzo passo è la risposta e l’indicazione stessa di Gesù: “in città, nella stanza al piano superiore, nella grande sala, arredata e già pronta”. Gesù vuole fare Pasqua nei luoghi della nostra vita: la città, la casa, la stanza al piano superiore. L’eucaristia celebrata nella “grande sala” dell’assemblea domenicale deve poter entrare con noi nella città, nella stanza del quotidiano della vita di ciascuno di noi. Possiamo dire a Gesù: “usami come stanza nella quale mangiare la Pasqua”. Gesù ricevuto nella celebrazione domenicale è il “pane buono” che dà gusto, sapore ad ogni altro “pane”, ad ogni attività umana concretizzata con Lui negli ambienti di vita. Con Gesù “pane di vita eterna” è possibile costruire o ricostruire, giorno dopo giorno, relazioni positive “pure” e gioiose.

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