Chiesa Madre di Diamante

La Parola della domenica

figlio prodigo

XXIV Domenica del tempo Ordinario Anno C

Dal Vangelo secondo Luca 15,4-28

4 «Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?5 Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento,6 va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.7 Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.

8 O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?9 E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.10 Così, vi dico, c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli.12 Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta….13 Sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.
14 Quando ebbe speso tutto,…..gli cominciò a trovarsi nel bisogno.15 ….. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.
20 Partì e si incamminò verso suo padre…..25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze;26 chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò.27 Il servo gli rispose: E’ tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare

Riflessione

E’ la storia del Padre che cerca i suoi figli e con loro vuole condividere la gioia dell’Essere. E’ questo il senso della festa! E’ Padre attivo. Si mette in cerca della pecora smarrita o della moneta perduta.  Nella parabola dei due figli poi c’è la sua Presenza che si propone solo in un gioco di libertà vera. I due figli però non la capiscono. Quello più giovane sogna una libertà senza il Padre e si ritrova a vivere da “schiavo”. E’ la condizione del peccatore! Quello maggiore, pur restando sempre nella casa col Padre, vive il rapporto con Lui in una logica di dipendenza servo – padrone. Lo “stare col Padre” non è lieto, perché non è riuscito ad entrare nella libertà e nella bellezza della condivisione piena. Non ha capito e non gusta la grazia di essere da sempre nella sua casa. Ma Dio Padre non si dà pace e vuole, cerca il bene e la salvezza dei suoi figli. Qual è la via? E’ il “dono” del Figlio Gesù, che se lo accogliamo, ci riporta nel cuore del Padre. Il Figlio, nel quale e attraverso il quale, siamo salvati ed introdotti nella confidenza amorevole col Padre celeste è Gesù. In Lui e con Lui “Figlio unigenito del Padre” facciamo esperienza dell’Amore infinito di Dio che ci viene a cercare quando ci perdiamo e che ci attira a sé quando ci svendiamo alle cose e sostituiamo Lui con gli “idoli”. Il ritorno a Lui passa attraverso quel sentire il “vuoto”, il “non senso” di un giorno, di mille giorni o di una vita senza di Lui. E’ il bisogno di Paternità che ci rilancia nella profondità di essere “figli” come Gesù. Solo così la nostra storia diventa “storia di Dio” con noi e scoppia la “festa” nel cuore e nella vita di famiglia e di comunità!

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