Chiesa Madre di Diamante

La tristezza dell’egoista

fenicottero

9 Novembre 2020

Superbia – amore di sé

Pare che la superbia sia alla base di tutti gli altri vizi. Essa è “amore di sè” in contrasto col comandamento: “ama il prossimo tuo come te stesso”. E’ importante, bello amare se stessi, ma solo se è strettamente unito all’amore per il prossimo. Amore di sé e amore del prossimo sono congiunti. Se uno rifiuta questa unione, possiede solo l’amore di sé, che è egoistico e perverso. Amando solo sé, l’egoista si fa del male perché rompe, annulla le relazioni con gli altri. Facendo così diminuisce il suo essere “persona” che ha valore nella misura in cui si pone in relazione. San Massimo il Confessore definisce questa forma di amore egoistico come “amore di sé contro di sé”. Se l’amore vero è la sorgente di tutte le virtù, l’egoismo è la radice dei vizi. Pensate un po’ alla tristezza di chi pone se stesso su un piedistallo, che pensa e ragiona in termini di egocentrismo: ha sempre ragione lui; gli altri non contano nulla e non sono considerati. Può venire qualcosa di buono, se mette in movimento solo la sua volontà?  E’ uno che si presume illuminato e auto referenziale. Può essere una persona felice? Certamente no. Il superbo, l’egoista è chiuso nel suo castello freddo. Nel giardino della sua vita non ci sarà mai la bellezza della primaverà!

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