Chiesa Madre di Diamante

L’aroma del caffè riempie la casa

C’è una casa chiusa dove si fa il caffè e lo si beve da soli o in due, forse in tre. Ci sono tante case dove l’aroma del caffè s’ espande e fuoriesce dalle finestre, dai balconi, dalla porta. Arrivano parenti, vicini, amici. Tutto positivo purché non sia l’occasione per “pettegolare”.  Quella casa diventerebbe “brutta” e guardata con sospetto. Al contrario se, attorno al caffè fumigante, s’incontrano volti allegri, positivi e illuminati da una bellezza che si percepisce come “qualità interiore”, quella casa diventa “laboratorio” di  proposte:  iniziative,  attenzione alle persone, al territorio,  scambio e confronto di idee. Sia benedetta! Ho memoria di decisioni costruttive e belle maturate attorno al caffè accompagnato da un dolcino, magari davanti al caminetto, d’inverno. Si respira tutta l’aria della ricerca del bene in qualsiasi direzione vada: per la propria famiglia, per interventi caritativi, per progetti educativi in ambito scolastico, per progetti formativi in ambito associativo. Benedetto quel tempo speso che prima di tutto provoca un “benessere” in chi lo vive e poi è utile al “bene comune”. Quel ritrovarsi crea il senso dell’appartenenza, il valore della comunione, la gioia dell’esserci insieme. E’ quel guardarsi negli occhi per sentire il cuore. E’ quell’ascolto del bisogno per tendere la mano. E’ quel mettersi in gioco perché la partita della vita di quel momento, di quella situazione vada giocata. E’ anche così che s’impara a giocare.

Come avvenne la diffusione del caffè? Fu favorita soprattutto dalla propagazione della religione islamica. Proibendo di bere vino, lo si sostituì col caffè. L’impero Ottomano, a causa della sua espansione, lo fece arrivare in grandi quantità fino alle porte di Vienna.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp