Chiesa Madre di Diamante

Le due dita che si toccano

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27 marzo 2021 > 39° Giorno di Quaresima

La donna, avendo toccato il mantello di Gesù, è guarita dalla sua emorragia. Abbiamo detto, a suo tempo, che tale malattia che portava con sé da dodici anni, significava la sua impossibilità di diventare madre. La guarigione pertanto richiama la necessità di una sanità nella relazione affettiva. L’incontro con Gesù fa capire il bisogno di un amore più grande anche nella relazione maschio – femmina, sposo – sposa. Ci vuole un amore incondizionato. Questo amore non è umano. Anche nella terapia del cuore c’è un oltre: è l’incontro con un amore senza condizioni, che cioè qualcuno ti ami così come sei. E’ sentire il diritto di esistere come dato per amore e non per merito. E così questa donna che fa dei passi verso Gesù, avendone sentito parlare, incontra Qualcuno che è sceso dal cielo per poterla incontrare. Chi si è mosso di più? Lei o Lui?  Lei era carcerata nel suo male. Cosa che interessa tutti noi. Anche noi siamo così. Se ci mettiamo a pregare ci muoviamo un pochino verso di Lui che scende dal cielo per incontrarci. Lui ha fatto la strada lunga, ma ci vuole pure quel pezzetto di strada corta che dobbiamo fare noi. Abbiamo davanti agli occhi la scena della creazione nella volta della Cappella Sistina: ci sono due dita ravvicinate: il dito di Dio che sta creando che è dritto e c’è quello di Adamo che è piegato e che quindi deve allungarsi. Si allungherà? Sta tutto qui il segreto della libertà dell’uomo.

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