Chiesa Madre di Diamante

Paure e vizi

scogliera

28 dicembre 2020

Perché devo darmi continue compensazioni?

Per la paura di soffrire. Di conseguenza: cado nelle dipendenze; ingigantisco ogni possibile rischio;  esorcizzo il dolore gratificandomi con il piacere, mi fisso sulle cose con avidità; sto ad elencare i miei dolori e non dimentico i torti ricevuti.

Cerchiamo ora di legare le paure ai vizi di cui abbiamo già parlato in novembre.

La paura di deludere è una schiavitù affettiva molto comune e si alimenta con lo stesso carburante del vizio della superbia: l’idea di un io dominante che non delude mai nessuno e tutto questo per salvare la propria inconsistenza. Anche la paura di non essere perfetti ha a che fare col vizio della superbia

La paura di perdere il controllo alimenta il vizio dell’avarizia, che in realtà è ansia da insicurezza che vuole risolvere i problemi attraverso il possesso. A questa paura è connesso anche il vizio dell’ira intesa come difesa di un possesso, o di una cosa o di un’idea o di un affetto o di un ruolo. Infatti la domanda da farsi quando ci si adira è questa: che cosa sto difendendo?

La paura della frustrazione   che per voracità assomiglia al vizio della gola e per l’ansia di appagamento a quello della lussuria, che è la ricerca autodistruttiva di piacere nell’ambito specifico della sessualità. Dipendenza da cibo il vizio della gola; dipendenza da sesso il vizio della lussuria.

La paura di non avere importanza va a braccetto col vizio dell’orgoglio, dell’affermazione del proprio io che in realtà non è altro che paura di non essere proprio niente.  Questa paura si collega inoltre al vizio dell’invidia per il quale scattano i confronti e le competizioni fino ad arrivare a tagliare le gambe agli altri.

La paura di soffrire richiama il vizio dell’accidia, atteggiamento per cui cerco di sottrarmi a qualsiasi fatica, avendo sempre qualcosa da recriminare.

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